| Autore |
Discussione  |
|
|
Lancia1971
automodellandonissimo
   

 |
Inserito il - 11/06/2012 : 21:09:27
|
Ciao a tutti, ho un quesito da risolvere con una certa urgenza. Mia moglie è custode di condominio dal Maggio del 2003 categoria A con contratto di lavoro a tempo indeterminato regolato dal CCNL e usufruisce di alloggio custode. Il fabbricato è composto da due edifici, comunicanti tra loro dalla sottostante autorimessa. Due gli ingressi dotati entrambi di guardiola composta semplicemente da una scrivania, una sedia e il videocitofono: la sorveglianza è così suddivisa al mattino al fabbricato che chiamerò A e al pomeriggio al fabbricato B. Non c'è alcun impianto di videosorveglianza che colleghi l'edificio A col B e viceversa. Oltre alla sorveglianza, svolge mansioni di pulizia, gestione raccolta differenziata rifiuti e ritiro posta, pacchi e raccomandate. Nessun richiamo scritto, nessun rimprovero verbale e nessun provvedimento disciplinare, ma solo degli informali "migliori le pulizie", "li faccia sentire importanti" e qualcuno che disse in sede di assemblea " la custode non sorride mai". All'assemblea ordinaria svoltasi ad aprile u.s., si è richiesta (per ovvi motivi non so chi e quanti) un'assemblea straordinaria svoltasi poche settimane or sono con l'O.d.G: -risoluzione e ridefinizione servizio portineria , -licenziamento attuale custode altre voci non correlate al servizio portineria. Mi è stato detto da un condomino e in modo del tutto informale che verrà fatta nuova assemblea straordinaria nel 2013, perchè mia moglie è ancora in allattamento e la legge vieta il licenziamento della dipendente madre sino al compimento dell'anno del figlio (questa è una conclusione che ho tratto leggendo qualche articolo di legge sull'argomento in questione). Il mio quesito è: cosa si intende col primo punto e la maggioranza necessaria per il suo licenziamento. So che occorre pure una giusta causa o un giustificato motivo soggettivo. Le comunicazioni informali di cui sopra, so per certo che non sono motivi di licenziamento. Ho come l'impressione si stia cercando di "farla fuori" in modo tutt'altro che lecito. Non essendoci, a mio parere alcuna giusta causa o giustificato motivo soggettivo, come si può legalmente procedere al licenziamento?
C'è qualcuno che sa di fatti analoghi o che mastichi un pò di Codice di procedura Civile?
Ringrazio anticipatamente. Lancia1971
|
|
|
|
Regione Piemonte ~
Prov.: Torino ~
Città: Torino ~
Messaggi: 1754 ~
Membro dal: 18/07/2009 ~
Ultima visita: 20/05/2024
|
|
|
|
|
Google Adsense
Mountain View
|
|
|
|
|
Keep-all
iperautomodellante

    

 |
Inserito il - 11/06/2012 : 22:37:39
|
Ciao Alessandro, credo che, a livello informatico, un miglior chiarimento del problema tu e tua moglie possiate trovarlo qua: http://www.unicolavoro.ilsole24ore....idDocType=15 almeno per capire meglio cosa si intenda per "buona causa" tale da giustificare un licenziamento. Da questo punto focale, se non ci sono i presupposti, sicuramente dovrete rivolgervi ad un avvocato specialista in cause e problematiche condominiali perchè possa risolvere o affrontare al meglio il problema. Prima di questo potreste tentare di risolvere il problema e capirne meglio le cause in modo pacifico scrivendo una lettera all'amministratore e chiedendo di avere un incontro con lui e con dei rappresentanti del condominio. Se l'incontro potrà avvenire, è bene sempre ascoltare le loro dimostranze e far valere le vostre, rilevando che in certi casi sia il buon senso a regolare i rapporti e non le aride ostinazioni.
Rispondendo specificatamente a ciò di cui sei perplesso, posso dirti che "risoluzione e ridefinizione del servizio portineria" vuole intendere la chiusura del rapporto di lavoro tra il condominio e tua moglie, nella qualifica di portiera del condominio stesso. Probabilmente l'assemblea ha anche intenzione di ridefinire i rapporti di tale servizio con il futuro dipendente. Non credo che si voglia intendere di abolire definitivamente il servizio di portierato nel condominio. Per "maggioranza" si intende ovviamente non l'unanimità, ma quella rappresentata dai 500 + 1 millesimi dei proprietari presenti all'assemblea, direttamente o per delega.
Le comunicazioni informali non rappresentano certamente un motivo valido per licenziare un dipendente. Anche il fatto, piacevole da una parte, ma di sacrificio dall'altra, che tua moglie porti avanti l'allattamento di vostro figlio, almeno per il periodo che comprende tutta la maternità e oltre, non dà assolutamente possibilità alla risoluzione del rapporto di lavoro. Per tale motivo l'assemblea prenderà decisione soltanto nel prossimo anno. In ogni caso ci deve essere un preavviso di tre mesi, perchè possa il condominio operare secondo l'art. 94 del CCNL. Rimane pertanto da comprovare la "giusta causa", che contiene tutta una serie di problematiche non di facile soluzione ed interpretazione. 
In bocca al lupo e tenete duro, perchè di questi tempi, con già tante ristrettezze richiestaci dal governo, ritrovarsi senza lavoro è triste. Vi consiglio determinazione, ma diplomazia.
Spero che il bambino vi dia le migliori soddisfazioni della vostra unione!!  Alberto
|
Modificato da - Keep-all in data 11/06/2012 22:38:19 |
|
|
Ubi major, minor cessat  Le mie foto fatte in Croazia sono sempre QUI Ora , ci sono anche alcuni modellini della mia collezioneQUI in scala 1:43 ed anche QUI in scala 1:24. Verranno anche gli altri, ma sono timidi.  |
|
Regione Lazio ~
Prov.: Roma ~
Città: Roma ~
Messaggi: 4859 ~
Membro dal: 27/11/2007 ~
Ultima visita: 12/11/2025
|
 |
|
|
ilflaco
automodellantino

 |
Inserito il - 12/06/2012 : 12:25:10
|
Dunque non ho i testi ed il codice sotto mano, quindi parlo per quel poco che ricordo quando ho fatto l'amministratore di condominio, mi sembra che per decisioni quali sia l'assunzione che il licenziamento, sempre che ci siano i presupposti, occorra la maggioranza assoluta dell'assemblea.
|
|
|
| ilflaco |
|
Regione Campania ~
Prov.: Caserta ~
Città: caserta ~
Messaggi: 110 ~
Membro dal: 25/08/2011 ~
Ultima visita: 16/04/2014
|
 |
|
|
FastFreddy
iperautomodellante

    

 |
Inserito il - 12/06/2012 : 15:38:29
|
Se il condominio volesse sostituire il portiere dovrebbe probabilmente attenersi alla normativa sulla giusta causa, ma se volesse privarsi del servizio di portineria per motivi di risparmio avrebbe gli stessi oneri?
|
|
|
|
Regione Lazio ~
Prov.: Roma ~
Città: Roma e Napoli ~
Messaggi: 4213 ~
Membro dal: 20/12/2005 ~
Ultima visita: 12/06/2026
|
 |
|
|
Lancia1971
automodellandonissimo
   

 |
Inserito il - 13/06/2012 : 09:45:07
|
No, in caso di soppressione del servizio portierato il regolamento condominiale riporta che occorre l'approvazione della maggioranza dei condomini che rappresentino almeno i 2/3 dei millesimi, quindi nel mio caso 34 teste e 667 millesimi. Ma non si vuole, come sospettavo chiudere il servizio ma licenziare la dipendente. Ho letto il link postato da Keep-all ma non c'è, a parer mio alcun motivo ne per giusta causa e ne per giustificato motivo oggettivo/soggettivo, ragion per cui attenderemo l'assemblea prevista per il prossimo anno e in caso di licenziamento faremo regolare vertenza nei confronti del condominio.
Grazie per i chiarimenti. Lancia1971
|
|
|
|
Regione Piemonte ~
Prov.: Torino ~
Città: Torino ~
Messaggi: 1754 ~
Membro dal: 18/07/2009 ~
Ultima visita: 20/05/2024
|
 |
|
| |
Discussione  |
|
|
|